Tutto iniziò con Romano Bacci, nato nel 1912, che a diciotto anni lasciò
la nativa Tavarnelle (allora un piccolo centro della Val di Pesa) per
trasferirsi a Firenze con l'intenzione d'imparare il mestiere di meccanico.
Romano restò a Firenze fin verso i vent'anni, quando, nel '33, tornò nel paese
natio per aprire un'autofficina, iniziando a prendersi cura delle poche automobili
in circolazione. Allora l'auto era prerogativa di certe categorie privilegiate,
ma la sua diffusione andava pian piano allargandosi anche fra le famiglie
della media borghesia. Con la guerra la poca attrezzatura dell'officina
(gli utensili, il compressore, un bancone) venne nascosta in una cantina;
Romano ne coprì di terra l'accesso e ci piantò dei girasoli. Quando nel
luglio del '44 il fronte passò da Tavarnelle, gli ufficiali tedeschi non si
accorsero di nulla e l'attrezzatura fu salva.
Dopo il conflitto, Romano Bacci si appassionò alle corse
automobilistiche. Disputò le prime gare con la Fiat 500C e la 1100, e
quasi contemporaneamente iniziò a dedicarsi alla preparazione di motori
da competizione.
Romano Bacci al via di due gare: su Fiat 500C alla Coppa della Consuma del 1953 e su Fiat 1100 alla Firenze Fiesole del 1952
Non gli sarebbero mancati clienti di prestigio come i Frescobaldi, Simonetta, Giunti ed altri. E' in questi anni che nacquero i due figli, Fabrizio e Sergio.
Negli anni Cinquanta, Romano Bacci partecipò a diverse gare nel comprensorio
fiorentino: in quell'epoca nella zona si organizzava la Firenze-Fiesole,
su un percorso breve ma molto suggestivo, la Coppa della Consuma, nata
nel lontano 1902, e la Siena-Firenze o la Firenze-Siena. Bacci
continuò a correre fino alla fine degli anni Sessanta, vivendo in prima persona
il passaggio dall'epoca, ancora completamente artigianale e cavalleresca
del dopoguerra, a quella già più professionale e moderna che seguì la fine
delle grandi classiche su strada.
Nel 1970 vi fu una specie di cesura, uno di quegli "scalini" che
caratterizzano la storia dell'automobilismo sportivo: i regolamenti tecnici
mutarono radicalmente con l'avvento del gruppo 2, che dava la possibilità ai
preparatori di montare cambi ravvicinati, differenziali autobloccanti, pistoni
specifici, alberi a camme e scarichi elaborati. Questo cambiamento drastico
li pose di fronte ad un bivio. La preparazione di una vettura da competizione
stava diventando sempre più complessa. Era finita, o stava finendo, l'epoca
in cui si arrivava sul campo di gara direttamente alla guida dell'auto da corsa.
Le nuove normative permettevano una più ampia libertà al preparatore, ma la
disponibilità di pezzi elaborati era ancora limitata.
Decisero quindi di fabbricarsi da soli le parti di cui avevano bisogno.
Fu così che nella vecchia officina di Tavarnelle venne ricavato un angolino
per la costruzione di ricambi per l'impiego sportivo. Acquistarono una
dentatrice, un seghetto ed una strozzatrice. Iniziarono a costruire gli
alberi a camme, i cilindri, gli ingranaggi, gli autobloccanti e così via.
L'idea brillante fu quella di vendere anche a terzi le parti che producevano.
Si crearono una clientela in tutt'Italia, senza privilegiare nessuno. Quando
tiravano fuori qualcosa di valido lo mettevano in commercio, a disposizione
di tutti. Faccioli, Facetti, Trivellato, Baggioli e tanti altri diventarono
loro clienti abituali, e alcuni lo sono tutt'oggi. La cosa li prese la mano e,
nel giro di poco tempo, si trovarono l'autofficina fuori dalla porta.
Quella che era iniziata come un'attività da svolgere nei ritagli di tempo,
finì per diventare la parte più importante, anche come ingombri. A forza
di aggiungere macchinari, la rettificatrice era praticamente all'ingresso
dell'officina.
Intanto anche il figlio Sergio aveva iniziato a correre, debuttando nella
salita del Montenero del '68 con la Fiat 500.
Sergio Bacci in azione sulla sua Fiat 500: a sinistra alla Coppa del Chianti del 1968, a destra alla Pedavena Croce d'Aune del 1971
Nel 1980 cambiarono sede, trasferendosi nella zona industriale di Ponte Nuovo, alla periferia di Tavarnelle. I primi anni '90 videro, contemporaneamente all'inserimento nell'azienda di Andrea (figlio di Sergio), l'inizio di grossi investimenti per passare a sistemi produttivi di nuova generazione. Dai torni paralleli e frese manuali, si passò nell'arco di pochi anni al rinnovamento dell'intero parco macchine e tuttora l'aggiornamento a nuove tecnologie continua. I torni e le frese a controllo numerico aumentarono di numero ed attualmente sono presenti in azienda torni CNC, frese CNC, dentatrici, rettificatrici, foratrici, rullatici, brocciatrici.
Andrea in azione con la Peugeot 206 N3 (Mugello 2006) e con l'Alfa Romeo 147 ufficiale Superproduzione (Mugello 2004)
Il completamento naturale di tali macchinari
è stato il passaggio a sistemi CAD-CAM, passo obbligato per quelle aziende
che vogliono mantenere una produttività ed un livello di precisione
adeguato con i tempi. Ciò che è sempre stato il punto di forza della
ditta, è aver sempre avuto le risorse per poter fare qualunque tipo di
lavorazione internamente all'azienda stessa, in modo da non dipendere
da lavorazioni esterne.
Romano Bacci è mancato il 12 dicembre del 1997. In questi anni la
ditta "Bacci Romano & C." ha continuato la propria attività e si
sono succeduti come titolari prima Sergio e Fabrizio ed attualmente Andrea.
La produzione di particolari per auto da corsa storiche e moderne ha raggiunto livelli di eccellenza. Numerosi preparatori di tutto il mondo si affidano all'officina di Tavarnelle, dove entrano barre di materiale grezzo ed escono raffinati ingranaggi, scatole del cambio, leve, autobloccanti e quant'altro.